La psicopatologia nel periodo perinatale. Screening, diagnosi ed intervento

Docente ISPPE: Alessandra Bramante 

Abstract

La sofferenza psichica durante la gravidanza e il postpartum è un evento frequente che porta le mamme a chiudersi in sé stesse perché, anche se siamo nel 2019, è ancora troppo forte la vergogna che si prova a non vivere la maternità come un evento solo positivo e fonte di gioia. Ecco perché è importante che gli operatori che lavorano con le donne durante il percorso di maternità, siano in grado di identificare il loro disagio e permettere una tempestiva presa in carico della donna. La psicopatologia affligge una donna su cinque nel periodo perinatale, ecco perché questo argomento va conosciuto in modo approfondito nelle sue diverse faccettature, dal momento che ha conseguenze non solo sulla mamma, ma anche sul feto in gravidanza, sul bambino dopo il parto, sulla relazione madre-bambino e sul partner e l’intera famiglia.

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Papà imperfetto cercasi: quando un errore diventa un’opportunità

Docente ISPPE: Daniele Tarenzi

Abstract

Non è questione di “essere” un bravo padre. Papà si diventa, non si è. E questo è un cambiamento forte anche per la vita di uomo, che, carico di tutti i suoi difetti, deve prendere confidenza con il suo nuovo ruolo e capire come trasformare le difficoltà in vere opportunità di crescita, per i figli, ma soprattutto per sé stesso.

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Daniele Tarenzi

  • Si occupa di comunicazione
  • Blogger, e papà… imperfetto!

 

 

 

 

Contatto:
daniele@papaimpergetto.it

Titoli

Sono laureato in Lettere e specializzato in sociologia della comunicazione.

Breve presentazione


Lavoro nella comunicazione, sono pignolo, ossessivo, preciso, ma anche creativo.
Non mi fermo mai, soprattutto la mia testa non si ferma mai: quando so di dover fare qualcosa la devo fare sempre bene, o forse anche di più.
Amo stare in compagnia. Gli amici sono per me un punto di riferimento imprescindibile. Dopo un periodo molto difficile, ho riscoperto il valore dell’amicizia, quella vera, quella profonda. Ho amici di ogni tipo e li adoro proprio per questo: ognuno è unico e nella sua unicità riesce a darmi il massimo, il meglio di sé. L’altro mio grande punto di riferimento sono i miei meravigliosi genitori e la mia famiglia. Ho la fortuna di avere tanti cugini e cugine che mi adorano e che io adoro. Essendo figlio unico, loro sono come tanti fratelli e sorelle.
E finalmente arriviamo a due esseri speciali che adoro: le mie figlie…
Papà imperfetto
Ho sempre sognato di essere padre: così come esiste l’istinto materno nelle donne, esiste l’istinto paterno e io l’ho sempre avuto. I bambini mi piacciono, mi incuriosiscono, mi stimolano. E pensare che, quando decisi che poteva essere il momento giusto per diventare padre, non fu per nulla semplice. Come si dice sempre…”non arrivavano”. Forse anche questa ricerca più impegnativa del previsto ha contribuito a rinforzare il mio istinto paterno.
Non avendo le competenze per parlare di mamme, altrimenti, visto la loro popolarità, lo avrei fatto, vorrei rivalutare un po’ la figura del papà: spesso è disegnato come quello impacciato, che sbaglia sempre, che non c’è mai quando serve, e che -non so perché- deve essere sempre messo a confronto con la mamma.
È vero, io sono sì un papà imperfetto (!), ma sono anche un papà che ama alla follia le sue figlie, che si dà da fare per loro, che gioca, che sgrida, che lava, che cucina (poco), che si fa truccare come una bambola o che si mette a fare i boccoli alle bambine per le occasioni speciali. Allo stesso tempo sono un uomo, che lavora, che cura la propria immagine, che va a teatro, al cinema, a cena fuori.
Ecco perché ho voluto creare questo blog: la figura del padre ha un grande valore nella vita di una figlia o di un figlio.
È vero, io mi sento imperfetto. Come uomo e come padre. L’importante però è dare il massimo, sempre: ce la metto tutta per essere un buon padre e un uomo migliore.
E poi ho sempre in testa quello che disse Aristotele:
Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.

 

 

 

 

I Cerchi dei papà: un’esperienza diretta

Docente ISPPE: Anna Cardelli

Abstract

Per molti uomini la paternità è un momento della vita desiderato, per cui consapevolmente cercato e atteso con ansia, un obiettivo della vita che si realizza.
Per altri, invece, è qualcosa da rimandare, evitare, ma che, nel caso accada, viene integrato a fatica nella propria storia personale.
Per tutti, comunque, il riuscire a far nascere un bambino dentro di sé è un processo complesso e prevede la ricerca di un nuovo funzionamento.
Questo processo di riconoscimento di sé non più come “figlio”, ma anche come “padre” genera un cambiamento, e il più delle volte è proprio questa trasformazione a spaventare gli uomini.
Diventare padre, infatti, vuol dire acquisire una nuova identità, comporta una trasformazione: oltre a veder nascere il proprio bambino, l’uomo vede nascere anche un “nuovo sé”, nuovo a sè stesso, alla e per la propria compagna.
I padri, ancora oggi, non hanno piena consapevolezza delle trasformazioni emotive che l’esperienza della genitorialità porta con sé e sono molto spesso impreparati ad affrontare queste trasformazioni, non solo proprie, ma anche della compagna.  Inizialmente, infatti, alcuni strumenti per affrontare e superare alcune difficoltà, anche concrete, possono mancare nell’esperienza dei neo-padri.
Ma è un processo faticoso, che se vissuto e non evitato, può offrire l’opportunità di affrontare alcune tematiche personali di sviluppo e di crescita.
Tutti gli uomini, però, vivono esperienze emotive profonde in prossimità della nascita del proprio figlio, ma ciò che colpisce è che nessun uomo riesce davvero a raccontare di ciò che gli accade con qualcuno, neanche con la propria compagna.
È molto importante fare in modo che i padri arrivino a conquistare una nuova consapevolezza emotiva, permettendo loro di dare voce alle molte emozioni che si presentano nel loro mondo intrapsichico quando sopraggiunge la paternità.
In questo momento storico, però, mancano degli spazi sociali dove poter esprimere i propri vissuti relativi al percorso verso la paternità ed è facile, quindi, che alcuni uomini si trovino alle prese con alcune tappe e/o tematiche di questo cammino non affrontate e non esaurite precedentemente e, il più delle volte, ci trova ad avere dei modelli da non seguire, ma senza sapere dove trovarne degli altri.
Proprio per ovviare a questo vuoto e offrire ai neo-padri la possibilità di poter affrontare in un luogo protetto le difficoltà che si trovano a vivere in questo delicato percorso è nata l’esperienza dei “Cerchi dei Papà”, con l’obiettivo di permettere una “condivisione emotiva nei padri e di discutere di tutti gli stati nella trasformazione da uomo a padre.”

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Preconcepimento, concepimento, parto e puerperio

Docente ISPPE: Elena Cesari

Abstract

Lo studio delle cure alla donna in gravidanza, e, in particolare, al momento del parto è stato da sempre interesse di antropologi e studiosi degli aspetti socioculturali di una società; questo proprio perchè, in questo ambito delicato e intimo della vita di una donna e  di una coppia, spesso si riflettono i cardini di un determinato assetto societario.
L’ultimo secolo ha visto cambiamenti fondamentali che hanno influenzato la sessualità , la riproduzione e il modo di nascere degli individui. Esempi di questi cambiamenti sono stati la diffusione della contraccezione, l’incremento delle tecniche di riproduzione assistita, la medicalizzazione del parto.
Come ginecologa assisto ultimamente a un nuovo cambiamento: quello che Michel Odent chiama “industrializzazione della nascita”, un processo “meccanico” che parte dal concepimento e arriva al momento della nascita, scindendo sempre più questi “riti di passaggio” dall’aspetto emotivo  e corporeo che sono ricchi di gioia, dolore, sofferenza, delusione, euforia e molto altro e che segnano il nostro essere in maniera tale da renderci in qualche modo diversi dal prima.

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Il senso dell’esistenza, prima e durante la nascita. Il suo significato nella storia della nostra vita

Docente ISPPE:  Ludwig Janus

Abstract

– Le esperienze prenatali che tendono a comunicarsi con immagini
– Le emozioni e i sentimenti legati alla vita prenatale nei disegni di pazienti affetti da disturbi psicosomatici e nevrotici
– Le immagini e i simboli dell’esperienza prenatale artistica e loro significato nella storia della nostra vita
– Lavoro di gruppo; esperienze pratiche di contatto interiore con la nostra stessa esperienza prenatale